Edizione di 2025
Volume 119 (2025)
TEMA: Cultura materiale del religioso
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Vera Henkelmann | Messaggeri di luce – angeli candelieri e la loro luce e la liturgia nello spazio sacro medievale
Messaggeri di luce – angeli candelieri e la loro luce e la liturgia nello spazio sacro medievale
Utilizzando l’esempio degli angeli dei candelieri medievali, l’articolo esplora il rapporto tra liturgia e fedeli da un lato, dall’altro quegli oggetti nei quali strumento e immagine si fondevano in un tutt’uno. L’articolo si domanda come questi lampadari figurativi e la loro luce venissero utilizzati in modo mirato negli spazi sacri medievali sia per visualizzare la pratica liturgica e renderla comprensibile, sia per emozionare lo spettatore nel suo intimo, smuovendo così la sua anima per trasmetterle il contenuto della fede. In questo modo veniva a crearsi un vero e proprio luogo illusionistico di risonanza in cui il rito, gli esecutori e gli spettatori, lo spazio sacro e gli arredi così come i candelieri a forma di angelo entravano in un’interazione che si rafforzava reciprocamente in molteplici modi.
Angeli – angeli candelieri – angeli dei candelieri – candelieri d’altare – candelieri a stelo – candelabri su colonne – liturgia – luce – interno della chiesa.
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Petro Antonio Viola | Risorgere – Una messinscena tra annuncio consolatorio e rappresentazione del potere
Risorgere – Una messinscena tra annuncio consolatorio e rappresentazione del potere
Se il XIV e XV secolo possono essere considerati gli anni della Passione, il ‘500 e il ‘600 sono sicuramente gli anni della Risurrezione. Aumentano a dismisura le rappresentazioni della Risurrezione e l’iconografia tradizionale subisce importanti trasformazioni. Da cosa traggono origine questi cambiamenti a cavallo tra XV e XVI secolo, soprattutto nell’ambito emblematico della pittura veneziana? Come venivano letti dalla popolazione? In che modo la Chiesa cattolica ne favorì la diffusione? Inizialmente il corpo del Risorto, soprattutto in chiave devozionale, diventa spesso tratto nostalgico che richiama la tristezza di dover abbandonare la terra più che proposta verso qualcosa a cui aspirare oltre la morte: proprio negli stessi anni, tuttavia, il tema torna a essere centrale anche nell’ambito liturgico dove finirà per subire una torsione dettata da esigenze politiche che lo renderanno il manifesto del potere ecclesiastico della Chiesa che vuole imporsi sopra i propri nemici terreni.
Risurrezione – devozione – relazione – liturgia – eucaristia – terra – cielo – potere.
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Luisa A. Richter | ‹Incorporare Cristo› – Sulla presenza e l’effetto della Scrittura come dono materiale tattile di Catharina Regina von Greiffenberg (1633–1694)
‹Incorporare Cristo› – Sulla presenza e l’effetto della Scrittura come dono materiale tattile di Catharina Regina von Greiffenberg (1633–1694)
La ‹dimensione materiale› non si riflette solo negli oggetti o manufatti della cultura materiale, ma trova la sua espressione anche nella presenza di scritti o supporti religiosi. Questi fenomeni di presenza sono fondamentali per avere un impatto profondo sugli attori che scrivono. Nelle autotestimonianze, in particolare nelle corrispondenze della celebre poetessa protestante barocca Catharina Regina von Greiffenberg (1633–1694), si intravedono forme di una ‹presenza di Dio o di Cristo› vissuta e immaginata, che la poetessa intendeva rendere presente nei suoi scritti non solo con una presenza visibile, ma spesso anche invisibile. Attraverso la (ri-)presentazione di una scrittura messa in scena e carica di religiosità, Greiffenberg mirava inoltre deliberatamente a rendere esperibile il trascendente nella forma materiale della Scrittura, conferendogli così, per sé e per i suoi lettori, una presenza quasi ‹reale›.
Controriforma – Protestantesimo – Barocco – Austria – autotestimonianze – scrittura – comprensione delle Scritture – manifestazioni materiali – imitatio Christi.
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Aydın Süer | La materialità dell’elemento islamico – l’arte come luogo di produzione di significato islamico-religioso
La materialità dell’elemento islamico – l’arte come luogo di produzione di significato islamico-religioso
Questo articolo si basa su uno studio empirico qualitativo di artisti musulmani contemporanei condotto in Germania, Austria e Stati Uniti. Sulla base di considerazioni di teoria della prassi, si concentra sulla performatività dell’elemento islamico e quindi sulla materializzazione delle pratiche islamiche nei corpi e nelle cose. Utilizzando l’esempio di vari generi artistici – letteratura, musica, pittura, film, danza, ecc. – mostra come l’uso di oggetti nell’esecuzione di pratiche artistiche generi significati islamico-religiosi. Gli insiemi spaziali e materiali di corpi e cose, ma anche le percezioni sensoriali come il toccare, l’udire e il vedere diventano così componenti costitutivi di ciò che è islamico.
Islam – materialità – fisicità – sociologia della religione – teoria della pratica – arte.
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Sophia Abplanalp | Lo splendore delle piastrelle lustrate ilkhanidi – ricostruzione della decorazione delle piastrelle lustrate del santuario dell’Imamzade Yahya tra estetica e spiritualità
Lo splendore delle piastrelle lustrate ilkhanidi – ricostruzione della decorazione delle piastrelle lustrate del santuario dell’Imamzade Yahya tra estetica e spiritualità
Nell’Iran del XIII secolo, numerosi mausolei di importanti santi sciiti vennero decorati con preziosissime piastrelle lustrate. Nel XIX secolo, tuttavia, esse furono quasi completamente rimosse da questi edifici e portate in musei occidentali. La prima ricostruzione in 3D di uno di questi arredi storici di piastrelle - quello del santuario dell’Imamzade Yahya – permette di far luce sul significato originario del programma decorativo per le funzioni religiose dell’edificio come luogo di sepoltura, preghiera e pellegrinaggio. In che modo le piastrelle, attraverso la loro particolare estetica, contribuiscono al santuario come luogo di esperienza? Come influenzano le pratiche rituali e la percezione emotiva dei fedeli sul posto? In particolare, questo studio si propone di esplorare l’interrelazione tra la percezione sensibile delle piastrelle e le esperienze spirituali.
arredo edilizio – architettura – estetica – spiritualità – luogo di esperienza – piastrelle lustrate – islam – mausoleo.
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Marco Papasidero & Federico Ruozzi | Percorsi dello sguardo – Un approccio interdisciplinare alle esperienze religiose nei santuari cattolici
Percorsi dello sguardo – Un approccio interdisciplinare alle esperienze religiose nei santuari cattolici
Il presente lavoro si propone di fornire una nuova comprensione delle esperienze religiose nei santuari cattolici attraverso lo studio dello sguardo di diverse tipologie di visitatori (giovani studenti, religiosi, storici dell’arte, storici del cristianesimo, etc.). Applicando una metodologia innovativa basata su eye trackers (monitor oculari) forniti da Meta alle Università di Modena e Reggio Emilia, siamo pionieri nell’applicazione di questa tecnologia agli studi religiosi. La collaborazione tra ricercatori specializzati in AI e gaze studies e storici del cristianesimo e della devozione caratterizza questa ricerca come fortemente interdisciplinare. In particolare, il nostro studio si concentra sull’analisi del tracciamento dello sguardo e delle esperienze personali di diversi gruppi di utenti all’interno degli spazi sacri dei santuari italiani medievali e della prima età moderna. Dopo aver fornito un’introduzione storica ai luoghi selezionati, il nostro articolo approfondirà il nostro approccio metodologico, che combina gli studi religiosi con le tecnologie informatiche. Analizzeremo quindi i dati ottenuti dal monitoraggio oculare, concentrandoci sugli aspetti della ‹religione materiale›, quali: (i) le pratiche condotte nello spazio sacro; (ii) i comportamenti di fronte a immagini e corpi di santi considerati miracolosi; (iii) il movimento attraverso lo spazio e la sua percezione; (iv) le pratiche devozionali, tra cui preghiere e gesti. Questo articolo fa parte del progetto ITSERR (Italian Strengthening of the ESFRI RI RESILI-ENCE) PNRR, che mira ad applicare le nuove tecnologie agli studi della religione.
Eye trackers – culto die santi – reliquie – devozione mariana – immagini mariane – storia della devozione – studi religiosi – AI e studi religiosi – storia del cristianesimo – santuari.
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Tobias Meier & Mehmet T. Kalender | Materialità della pluralità religiosa – un contributo metodologico
Materialità della pluralità religiosa – un contributo metodologico
Le passeggiate di quartiere si sono dimostrate un metodo basato sul dialogo per l’esplorazione degli spazi sociali, in quanto consentono percezioni soggettive e riflessioni collettive, rendendo così tangibile il processo stesso di appropriazione e interpretazione. Le passeggiate di quartiere con riflessione religiosa ampliano ulteriormente questo approccio per includere la cultura materiale dell’aspetto religioso e stimolare il dialogo sulle dimensioni spirituali e religiose. In un processo di localizzazione, rispecchiamento, espansione e riflessione, vengono promosse diverse prospettive e percezioni, combinando così i dibattiti degli studi sociali e religiosi sullo spazio e sulla religione in una nuova forma.
Spazio sociale – religione – passeggiata di quartiere – partecipazione – esplorazione degli spazi – materialità.
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Agnieszka Balcerzak | «Esistenze imperiture, testimoni silenziosi della storia della città» – Un approccio ermeneutico alle Madonne di Varsavia
«Esistenze imperiture, testimoni silenziosi della storia della città» – Un approccio ermeneutico alle Madonne di Varsavia
Le cappelle della Madonna di Varsavia, testimonianza della cosiddetta piccola architettura sacra, incarnano in maniera notevole il legame tra simbolismo religioso, storia urbana e memoria collettiva. Sorte principalmente durante la Seconda guerra mondiale, queste poco appariscenti cappelle da cortile offrono riparo per le pratiche spirituali e creano ambienti di comunione. L’articolo esamina il loro ruolo come luoghi materiali di memoria, oggetti religiosi e spazi affettivi. Sulla base di approcci etnografici ed ermeneutici si mostra come queste cappelle mediano tra spazi sacri e profani, conservano la loro funzione religiosa e sono caratterizzate da trasformazioni secolari e di cultura popolare. Lo studio getta uno sguardo sulle dinamiche con cui passato e presente, spiritualità e vita quotidiana, tradizione e modernità si incontrano e si influenzano a vicenda in un contesto urbano.
Madonne di Varsavia – piccola architettura sacra – cultura materiale – pratiche rituali – trasformazione di cultura popolare.
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Beate Weinhold | Genizot – Sulla sopravvivenza delle cose
Genizot – Sulla sopravvivenza delle cose
La religione ebraica ha un modo particolare di trattare gli oggetti ‹sacri› o considerati tali. Questo vale per gli oggetti utilizzati per scopi liturgici e per quelli che sono diventati inutilizzabili per il rito. Gli oggetti scartati vengono messi in una geniza. Le genizot vengono prese come spunto per analizzare la questione di un potenziale cambiamento di rilevanza degli oggetti. Probabilmente non tutti gli oggetti erano particolarmente importanti durante il loro primo utilizzo. Quali fattori li rendono degni di indagine: stoccaggio, recupero, inventario, archiviazione/musealizzazione, perdita di altre testimonianze materiali? Gli oggetti ‹sacri› depositati sono soggetti a processi di trasformazione (cambiamenti di status tra ‹sacro› e ‹profano›)?
Religione ebraica – geniza – sacro – oggetto rituale – trasformazione – rappresentazione e incorporazione museale.
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Marcello Grifò | «Μὴ θεωρηθεῖσα, μὴ πιστευθεῖσα» – La costruzione dello ‹spettacolo› della divina economia nel rito eucaristico bizantino
«Μὴ θεωρηθεῖσα, μὴ πιστευθεῖσα» – La costruzione dello ‹spettacolo› della divina economia nel rito eucaristico bizantino
Le pagine che seguono intendono dimostrare come, pur nella sua assoluta novità di senso e con tutti i necessari distinguo, il rito eucaristico cristiano di rito bizantino si sia categorialmente innestato nell’alveo scavato dal dramma antico. Per farlo ci si rivolgerà alla testimonianza liturgiologica bizantina e all’indagine delle affinità simboliche, categoriali e lessicali tra tragedia greca e Sinassi cristiana. La prima aveva incarnato il profondo coinvolgimento dell’uomo greco nell’appassionata ricerca di una verità che non avrebbe mai potuto essere effettivamente raggiunta e definitivamente posseduta, ma soltanto inseguita e intravista. Per il cristiano l’evento dell’Incarnazione costituì concettualmente l’agognato appagamento del bisogno dell’uomo di conoscenze univoche e supreme ottenute, questa volta, attraverso un inedito deus ex machina catabatico e kenotico: l’assunzione della carne dell’uomo da parte del misterioso ἄγνωστος Θεὸς non solo per rivelarsi a lui nella sua sussistenza trinitaria, ma per introdurlo misticamente nel profondo della relazione pericoretica dell’Uni-trino. La Divina Liturgia è il teo-dramma di questa rifondazione della Storia.
Tragedia greca – divina liturgia – rito della Protesi – divina economia – storia liturgica.
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Dana Shishmanian | La trance sciamanica presso incantatori, guaritori e indovini rumeni – testimonianze dal XVII al XX secolo
La trance sciamanica presso incantatori, guaritori e indovini rumeni – testimonianze dal XVII al XX secolo
Esploriamo qui la testimonianza del missionario papale Marcus Bandinus sugli incantatores e le incantatrices in Moldavia (1646–1648), così come diversi resoconti del XIX e XX secolo sulla ‹caduta delle Rosalie›, per il loro valore rivelatore di un fenomeno religioso colto nel vivo: al di là del contesto astratto di un rituale o di una credenza, questi resoconti de visu mettono in luce l’esperienza vissuta dai praticanti, nell’occorrenza incantatori, guaritori e indovini (descântători), ben noti in tutta la Romania e ritenuti coinvolti nella ‹magia bianca›. Dal punto di vista della storia delle religioni, il fenomeno è assimilabile a uno ‹sciamanesimo› dacico-tracico, di cui esistono antiche attestazioni, diverso dallo sciamanesimo asiatico per l’assenza di strumenti rituali, ma che condivide con esso l’esperienza mentale e psicosomatica, in particolare la trance catalettica. Confutiamo la tesi di Mircea Eliade, che attribuisce le pratiche individuate da Marco Bandino a degli sciamani (táltos) ungheresi.
Codex Bandinus – sciamanesimo – guaritori – indovini – Rosalie – trance.
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Christian Antonio Rosso | I missionari cattolici in Somalia e la ‹politica della forma› – Il ruolo della cultura materiale nella costruzione dell’ordine coloniale fascista
I missionari cattolici in Somalia e la ‹politica della forma› – Il ruolo della cultura materiale nella costruzione dell’ordine coloniale fascista
L’articolo si propone di analizzare il ruolo della cultura materiale nella costruzione dell’ordine coloniale in Somalia. Durante il Ventennio, la politica dei governi italiani aveva ulteriormente consolidato i propri strumenti di dominio sulla popolazione somala rispetto al tempo dei governi liberali, avvalendosi anche del supporto dei missionari cattolici. Con l’avvento del fascismo e l’arrivo di Cesare Maria De Vecchi a Mogadiscio, la lunga collaborazione tra il clero e i funzionari governativi si era vieppiù rafforzata. I missionari cattolici, incoraggiati dalle parole di Pio XI, avevano fatto ampio ricorso alle cerimonie pubbliche e ai riti maestosi del culto cattolico per dimostrare la ‹superiorità› della fede italiana sull’Islam, promuovendo così la ‹civilizzazione› dei somali. Lo studio della cultura materiale in colonia, per il tramite dei suoi oggetti, si rivela utile per comprendere le strategie di legittimazione sia delle politiche di ‹exploitation› coloniale, sia della presenza italiana nel decennio di amministrazione fiduciaria. Nonostante le attese, la ‹politica della forma› non aveva raggiunto nessuno degli obiettivi che le erano stati assegnati. Erano fallite, sebbene in tempi diversi, tanto la cattolicizzazione quanto la ‹civilizzazione› dei somali e la stessa missione dei religiosi era stata respinta a motivo del passato di collaborazione dei missionari con i governi coloniali e postcoloniali.
Colonialismo – fascismo – Somalia – missioni – cultura materiale – Corpus domini.
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Assia Maria Harwazinski | Il teologo Ibn Taimiyya e il suo rifiuto della pratica del samā´
Il teologo Ibn Taimiyya e il suo rifiuto della pratica del samā´
Lo studioso islamico Ibn Taimiyya, giurista, filosofo e teologo, è da qualche anno nel centro dell’interesse degli studi di islamistica. Le sue posizioni e argomentazioni legalistiche sono al centro di questo interesse. Meno interesse hanno suscitato finora le sue spiegazioni sulla musica e sulla danza, descritte in dettaglio nella traduzione francese di Jean Michot, ex sacerdote cattolico poi convertitosi all’Islam, nella sua pubblicazione Musique et Danse selon Ibn Taimiyya. Michot ha confrontato meticolosamente due manoscritti arabi di un trattato attribuito a questo studioso. La traduzione di Michot costituisce la base di questo contributo e viene integrata da note dell’epoca.
Estasi – diritto islamico – ebbrezza – rituale – samā´ – danza.
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Claudia Luthiger | Attori immateriali come forze rivoluzionarie plasmatrici del 9 Termidoro – Culti religiosi, autorità trascendenti e lotte per il potere politico
Attori immateriali come forze rivoluzionarie plasmatrici del 9 Termidoro – Culti religiosi, autorità trascendenti e lotte per il potere politico
L’articolo esamina il nesso tra elementi di culto religioso, simbolismo politico, materialità e costellazioni di reti nel colpo di Stato contro Maximilien Robespierre del 9/10 Termidoro anno II. Il punto di partenza è il concetto di Robespierre di ‹Être suprême› e di ‹âme immortelle› come pilastri centrali di una repubblica moralmente legittimata. Il culto era destinato a superare la decristianizzazione radicale e a stabilire un ordine spirituale. Tuttavia, lo stretto intreccio tra virtù, Terrore e trascendenza rendeva la rete di Robespierre suscettibile di reinterpretazioni simboliche da parte dei suoi avversari. Utilizzando la teoria della rete di attori (Actor-Network Theory, ANT) di Bruno Latour, il concetto di ‹traduzione› di Michel Callon e gli enactments di Annemarie Mol, l’articolo analizza come gli attori immateriali e materiali plasmarono le realtà politiche. Mentre la rigida rete di Robespierre era basata sulla coerenza morale, la rete flessibile e opportunistica dei suoi avversari si dimostrò superiore. L’articolo sostiene che il colpo di Stato del Termidoro non fu tanto il risultato di decisioni individuali, quanto il collasso di un sistema simbolico irreversibile.
Robespierre – Termidoro – Être suprême – âme immortelle – attori immateriali – culto e trascendenza – virtù e Terrore – enactment – culto politico – costellazioni di reti.
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Luzius Heil | Le vetrate della chiesa di Santo Stefano – Il loro viaggio dall’Alta Simmental a Parigi
Le vetrate della chiesa di Santo Stefano – Il loro viaggio dall’Alta Simmental a Parigi
L’articolo è una versione abbreviata di una tesi di laurea triennale. Esamina le circostanze in cui sei dipinti su vetro sono scomparsi dalla chiesa di Santo Stefano nella valle del Simmental a metà del XIX secolo e come sono entrati in possesso del Musée national de la Renaissance nel castello di Écouen, vicino a Parigi. Vengono analizzate tre ipotesi: il saccheggio da parte delle truppe francesi durante l’invasione della vecchia Confederazione Elvetica nel 1797, il furto e la vendita. Il saccheggio e il furto possono essere esclusi a causa del contesto storico e della mancanza di tracce corrispondenti. Tuttavia, ci sono indicazioni e prove che le vetrate sono state vendute e acquisite legalmente dalla Repubblica francese. Comunque, il percorso che la vetrata ha seguito per arrivare a Parigi rimane un mistero.
Chiesa di Santo Stefano – vetrate – cultura del ricordo – consiglio parrocchiale di Santo Stefano – Musée national de la Renaissance – invasione francese – commercio d’arte.
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Chrisina Clever-Kümper & Hiram Kümper | Esporre la fede in tempi secolari – le sfide di una museologia della religione al passo con i tempi
Esporre la fede in tempi secolari – le sfide di una museologia della religione al passo con i tempi
Fin dall’inizio, i musei europei hanno coltivato uno stretto rapporto con il patrimonio religioso – per molto tempo in modo del tutto naturale, forse anche troppo. Dall’inizio del nuovo millennio, la tematizzazione della fede e della religione nei contesti museali è aumentata in maniera repentina, ispirata da un lato da una crescente sensibilità nei confronti dei tesori non solo culturali, ma spesso anche religiosi delle comunità religiose extraeuropee, e dall’altro da una secolarizzazione in rapidissima crescita delle società europee, che mette in discussione i consolidati modelli visivi, modi di vedere e contesti di conoscenza, ponendo così nuove sfide alla mediazione museale, in particolare dell’arte premoderna. Conseguentemente vari sono gli approcci e i nuovi percorsi tentati nel mondo delle mostre e dei musei. L’articolo effettua una mappatura dei modelli e degli approcci, che a prima vista sembrano quasi ingestibili, riassume la discussione teorica e metodologica e conduce alle prospettive future per una museologia della religione nel XXI secolo.
Museologia – secolarizzazione – religiosità – postcolonialismo – partecipazione.
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Anna Barbara Müller, Laetizia Christoffel & Gaby Weber | Il Tesoro della Cattedrale e le immagini della morte nel Castello Episcopale di Coira – Il Museo del Tesoro della Cattedrale come luogo di materialità religiosa e centro di competenza per la conservazione della vissuta storia culturale ecclesiastica nella Corte Episcopale
Il Tesoro della Cattedrale e le immagini della morte nel Castello Episcopale di Coira – Il Museo del Tesoro della Cattedrale come luogo di materialità religiosa e centro di competenza per la conservazione della vissuta storia culturale ecclesiastica nella Corte Episcopale
Il Museo del Tesoro della Cattedrale di Coira possiede due collezioni: il vero e proprio tesoro della cattedrale, composto da reliquiari e suppellettili liturgiche, così come il ciclo, unico in Svizzera, delle immagini della morte del 1543. Gli oggetti nella tesoreria della cattedrale appartenevano originariamente alla dotazione medievale della cattedrale e della chiesa del monastero di San Luzi. Pur essendo esposti nel museo, conservano la loro valenza di oggetti di culto e possono essere utilizzati ancora oggi nelle funzioni religiose. La tesoreria diventa così una sacrestia allargata. Nel seminterrato, ai visitatori viene rammentata la loro mortalità, mentre camminano lungo il ciclo di immagini della morte nella zona climatizzata. In questo modo, entrambe le collezioni non solo forniscono allo spettatore approfondimenti storici, storico-artistici o tecnico-artistici, ma, in quanto parti della proclamazione della fede, gli permettono anche di partecipare al loro scopo originario.
Museo del Tesoro della Cattedrale – immagini della morte – danza della morte – cattedrale di Coira – reliquiari – Hans Holbein – Albrecht Dürer – grisaille – arte orafa – cristianizzazione – tarda antichità – Rinascimento.
DOSSIER
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Mariano Delgado | Dottori della Chiesa – Un approccio cattolico
Dottori della Chiesa – Un approccio cattolico
Successivamente alla nomina di ben 13 dottori della Chiesa, la procedura fu formalizzata da Benedetto XIV nel 1741. Egli stabilì i tre criteri essenziali per il titolo di doctor Ecclesiae: «eminens scilicet doctrina; insignis vitae sanctitas, [...] summi Pontificis, aut Concillii Generalis legitime congregati declaratio.» Lo sviluppo della storia della nomina di dottori e dottoresse della Chiesa da parte della Chiesa cattolica va dal doctor Ecclesiae come titolo per padri della chiesa selezionati del primo millennio a teologi del secondo millennio come Tommaso d’Aquino e Bonaventura, per quanto anche teologi meno influenti vennero presi in considerazione in ulteriori nomine. Con la nomina di Efraim il Siro (1920), per la prima volta fu insignito un diacono. Con Canisio, Antonio e Laurenzio seguirono poi i missionari del popolo. Infine rappresentarono un nuovo sviluppo le donne. Questo sviluppo storico porta ad una serie di domande e compiti che verranno affrontati nel saggio. Tra questi, la domanda se la nomina di dottore o dottoressa della Chiesa non rappresenti anche una forma di addomesticamento ecclesiastico.
Dottore della Chiesa – dottoresse della Chiesa – doctor Ecclesiae – Benedetto XIV – addomesticamento ecclesiastico – Concilio di Trento – Vaticano II.
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Volker Leppin | Dottori della Chiesa – Un approccio evangelico
Dottori della Chiesa – Un approccio evangelico
Il concetto di dottore o anche dottoressa della Chiesa sembra contraintuitivo rispetto al principio ‹sola scriptura›. Eppure, il termine non venne completamente rifiutato o eliminato nel mondo evangelico. Significativa era la nozione di una catena di testimoni della dottrina della Chiesa, che caratterizzava persino il Catalogus testimoniorum in appendice al Libro della Concordia. Così, il concetto di dottore della Chiesa si ritrova ancora nella teologia liberale del XIX secolo, fino a Harnack, e persino nella teologia di Karl Barth, che si concentrava fortemente sulla Parola di Dio. Di conseguenza, si può dire che i dottori della Chiesa in senso protestante sono quelle teologhe e quei teologi che hanno plasmato in modo decisivo la comprensione della fede cristiana su base biblica in un modo che è ancora rilevante per la comprensione protestante di oggi.
Dottori della Chiesa – evangelico – Martin Lutero – Martin Chemnitz – Ferdinand Christian Bauer – Adolf von Harnack – Karl Barth.
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Gregor Emmenegger | «Seguite il mio esempio!» (1Cor 4,16) – Sull’istituzione dei ‹santi Padri› come garanti dell’ortodossia e della tradizione nella Chiesa primitiva
«Seguite il mio esempio!» (1Cor 4,16) – Sull’istituzione dei ‹santi Padri› come garanti dell’ortodossia e della tradizione nella Chiesa primitiva
Questo testo esamina lo sviluppo e l'affermazione dell’appellativo ‹Padre› per sacerdoti e vescovi nel cristianesimo primitivo, nonostante il divieto biblico di Mt 23,9–10. Analizza come l’idea di ‹Padri della Chiesa› sia emersa come garante dell’ortodossia e della tradizione e abbia svolto un ruolo centrale nelle questioni dogmatiche. Il testo fa luce sullo sviluppo storico a partire dalle prime comunità cristiane, influenzate da personalità carismatiche, fino ad una struttura ecclesiastica istituzionalizzata. Mostra come la ‹successione apostolica› e il ‹modello istruttivo-teorico della rivelazione› abbiano contribuito alla salvaguardia della tradizione e alla continuità della fede. Lo studio conclude con la constatazione che il concetto dei ‹santi Padri› ha contribuito in modo significativo alla stabilità e all’unità della Chiesa nei primi secoli, mentre la riflessione critica sui loro insegnamenti continua ad essere importante anche ai giorni nostri.
Titolo di Padre – Padre della Chiesa – fase di istituzionalizzazione – tradizione apostolica – argomento patristico – Patristica.
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Bernhard Blankenhorn | Tommaso d’Aquino e Alberto Magno come dottori della Chiesa
Tommaso d’Aquino e Alberto Magno come dottori della Chiesa
Tommaso d’Aquino fu il quinto santo ad essere nominato dottore della Chiesa, mentre il suo maestro Alberto Magno ricevette questo onore solo nel XX secolo. Questo articolo esamina diverse ragioni storiche, teologiche e politiche alla base della nomina di Alberto e Tommaso a dottori della Chiesa. Con l'aiuto di un’analogia con il processo di canonizzazione e in vista del crescente numero di dottori della Chiesa a partire dal XVI secolo, l’autore propone conclusioni teologiche per il concetto di ‹dottore della Chiesa› da una prospettiva cattolica.
Tommaso d’Aquino – Alberto Magno – scolastica – mistica renana – magistero ecclesiastico.
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Ingo Klitzsch | Doctor Ecclesiae Martin Lutherus? – Una risposta da una prospettiva protestante di storia ecclesiastica
Doctor Ecclesiae Martin Lutherus? – Una risposta da una prospettiva protestante di storia ecclesiastica
Sulla base di impulsi ecumenici del XX/XXI secolo, viene analizzata in modo differenziato la misura in cui Martin Lutero può essere considerato un ‹doctor Ecclesiae› da una prospettiva protestante di storia ecclesiastica. Il punto di arrivo cronologico è la definizione magisteriale del concetto di dottore della Chiesa a metà del XVIII secolo. In primo luogo, vengono analizzati analoghi concetti protestanti (‹dottorato› di Lutero; concetto di ‹series doctorum›). A partire da questo, si cercherà di capire in che misura i criteri di ‹santità di vita› e ‹dottrina eccellente›, caratteristici del concetto cattolico di ‹maestro di chiesa›, abbiano caratterizzato la memoria luterana contemporanea nelle prime biografie di Lutero, nelle raccolte di Apophthegmata Lutheri (‹Discorsi a tavola›) e nell’‹Età della confessione›. Alla fine, si presenta una prospettiva sull’età del Pietismo e dell'Illuminismo, legata ad un nuovo approccio che allo stesso tempo significa una chiara relativizzazione delle precedenti convergenze tra scritti in memoria di Lutero e il concetto di ‹maestro di chiesa›.
Scritti in memoria di Lutero – immagine di Lutero – Discorsi a tavola – Apophthegmata Lutheri – biografie di Lutero – dottori della Chiesa – titolo di Dottore – santità – dottrina.
VARIA
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Georg Modestin | La società cristiana come progetto di riforma tardo-medievale – Su una nuova edizione di Nider
La società cristiana come progetto di riforma tardo-medievale – Su una nuova edizione di Nider
Il domenicano Johannes Nider († 1438) è noto come zelante riformatore dell’ordine religioso nonché autore prolifico. Tra le sue opere, il Formicarius(«Formicaio») in particolare è stato ampiamente recepito, poiché è una delle prime testimonianze della persecuzione di streghe e stregoni nella regione alpina. Tuttavia, l’estensione dei contenuti di questo scritto didattico è molto più ampia. In esso, Nider delinea per un pubblico mirato, la generazione futura di dominicani, la sua visione di una società cristiana riformata secondo i principi monastici, utilizzando 160 esempi e aneddoti. La prima edizione critica del Formicarius, redatta da Catherine Chêne, permette di scoprire il trattato nella sua interezza.
Johannes Nider – Formicarius – riforma domenicana – riforma della società cristiana – edizione del testo.
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Mark Edward Ruff | Riflessioni su recenti scritti sul protestantesimo ecumenico americano
Riflessioni su recenti scritti sul protestantesimo ecumenico americano
Questo articolo fornisce un ampio commento su tre recenti libri sul protestantesimo ecumenico americano del XX e XXI secolo. Fino a poco tempo fa, la maggior parte degli studi sul protestantesimo americano del dopoguerra si è concentrata sugli evangelici e sull’ascesa della destra religiosa. Tuttavia, è impossibile comprendere la sua ascesa senza esaminare anche la perdita di influenza e di adesione della sinistra religiosa e di quello che viene spesso definito protestantesimo liberale o ecumenico. Queste chiese liberali sono state per più di un secolo la forma di religione culturalmente e socialmente dominante negli Stati Uniti. Quando a metà del XX secolo si sono poste in prima linea nelle cause politicamente liberali, tra cui il movimento contro la guerra e i movimenti per i diritti civili, il loro attivismo ha scatenato un contraccolpo. Per i membri conservatori, i cambiamenti erano troppo rapidi e di vasta portata; per gli attivisti liberali, spesso non erano abbastanza radicali.
Protestantismo ecumenico – ecumenismo – destra religiosa – religione americana – protestantismo tradizionale – movimento per i diritti civili – movimento contro la guerra – sinistra religiosa.
